domenica 27 maggio 2012

Grazie a Paolo Cerlati!
Grazie Paolo, tu sai volare alto come si vola basso e sai volare basso come si vola alto.
Mente e corpo di pari importanza, la nostra mortalità è ciò che ci unisce, avvicina, limita e allo stesso tempo fortifica, che apre gli spazi, li allarga fino a connetterli tutti.
Questa mattina mi sono svegliata e la mia camera ha come cambiato connotati. Sempre la stessa, eppure diversa, piccola, un puntino del cosmo visto dall'alto. Ieri sera mangiavo una pizza e i commensali vicini avevano forme, modi, suoni a cui non avevo prestato mai attenzione. Ieri sera e questa mattina il mio focus è diverso, più lungo e più largo, ma più veloce e meno attento a dettagli che ora mi sembrano inutili.
Sento una prospettiva ampia, nel mio animo e fuori da esso, sento anche il respiro esser più profondo. Sento quasi che il respiro abbia la profondità di un immenso universo. Come a dire che qui dentro, in questa aria che si espande nei polmoni, che da vita ai tessuti e che fuoriesce scevra di soffio vitale, è contenuto l'enorme finito che ci abbraccia, l'enorme universo finito nel quale siamo immensi microbi infiniti. E laddove la razionalità incontra la pazzia, ecco ora che scrivo, pregna di questa atmosfera di confine che ci permette di essere quello che siamo davvero, in libertà e che ci aiuta a continuare a creare e a non fermarsi mai, pur nella disperazione della nostra fine, dell' inevitabile destino che tutti ci accomuna. Un abbraccio.

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Music Lab al Dragochenuota

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