domenica 29 aprile 2012


Ore 23:34 - monitoraggio delle mie emozioni, no, forse della mia persona TUTTA, no forse solo e più semplicemente "atto di bisogno". Mio Stato come musicoterapeuta di me stessa: disperato, di quella disperazione sana che sa dove andare a parare, ma non per questo non ne soffre. Stato del paziente, come fossi me stessa: sollevato, perchè finalmente qualcuno si è preso cura di me e proverà a continuare a farlo: IO.  Stato verso la seduta: un microcosmo accogliente. Stato verso l'esterno: "niente compromessi": le emozioni profonde sgorgano e zampillano, a volte inebriando e a volte ferendo chi mi è vicino, ma tutto è vissuto come un canale privilegiato. 

E' giunta la fine di questo giorno e questo giorno è stato la fine di questo percorso. Penso "fortuna che almeno il percorso non è finito!", "fortuna che il prof. Benenzon ha con lungimiranza pensato ad un quarto, quinto, sesto livello e addirittura Magister". Altrimenti non darei tregua a questo senso di vuoto, perché, lo si diceva quest'oggi, ogni abbandono è un trauma, seppur piccolo come oggi, ma pur sempre trauma. Averne consapevolezza mi rincuora. Avere, in generale, più consapevolezza di ciò che sono, grazie ai percorsi emozionali che mi portano con più lucidità a sapere ciò che sento, mi rincuora. Grazie a tutti voi, grazie a me stessa e grazie a questo Signore classe '39 che continua a sottrarre o, come proponeva con sottigliezza Anna, a sfoltire un cespuglio incolto per darvi una forma. A scolpire la roccia per dare alito ad una statua a cui vien da chiedere "perchè non parli"! Ecco perchè nella vita lui è anche uno scultore!



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Music Lab al Dragochenuota

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